sabato 31 maggio 2008
venerdì 30 maggio 2008

giovedì 29 maggio 2008

SOLO X MAZZA: BASTA CALCIO PER UN ATTIMO!!
Aumenta potenza, la coppia, ma diminuisce il consumo. Sono gli effetti del lavoro di alleggerimento portato avanti dai tecnici di Sant'Agata Bolognese. Grazie ai 20 chili in meno (ora sono 1.410) la Gallardo LP 560-4 a vantaggio offre prestazioni migliori e consumi: 13,7 litri per 100 km. Anche le emissioni di C02, pur sempre da supercar, sono state ridotte del 18%. La sigla LP 560-4 della Gallardo racchiude le caratterisatiche della nuova sportiva Lamoborghini: le due lettere indicano la posizione del motore, longitudinale posteriore, 560 è, in cavalli, l'enorme potenza che il 10 cilindri a V sviluppa e 4 sta per trazione integrale.
Oltre al motore sono stati effettuati alcuni ritocchi alla carrozzeria che ne hanno accentuato l’aggressività di sportiva estrema e «cattiva». Per arrivare ai 560 cavalli è stata adottata, per il motore, l'iniezione diretta stratificata che ha garantito un incremento di 40 cv. Il rapporto peso/potenza è ottimizzato a 2,5 kg/Cv, così la velocità massima raggiungibile in pista è salita a 325 km l'ora. Con una cilindrata di 5.204 cc, la LP 560-4 eroga una coppia di 540 Nm a 6.500 giri. Entusiasmante l’accelerazione da 0 a 100 (appena 3,7"), mentre i 200 l’ora si toccano in 11,8". Per la trasmissione è possibile scegliere tra la cambiata manuale, mediante la leva all’interno della griglia di selezione delle 6 marce, o l'elettro attuato e-gear comandato dalle due palette al volante. Cinque i programmi di guida, nelle varianti Normal, Sport e Corsa (con tempi di cambiata più corti e ridotti fino al 40%).
La Gallardo ha una ripartizione dei pesi al 43% sull’asse anteriore e al 57% sul posteriore. Il nuovo design del frontale consente alla LP 560-4 un assetto ribassato che ne aumenta la risposta aerodinamica, con prese d’aria di sezione più ampia e lo spoiler sul paraurti che migliora l’equilibrio alle velocità elevate. I proiettori bi-xenon sono circondati da una luce diurna con 15 Led a forma di Y, motivo riproposto dai gruppi ottici (ispirati alla Miura Concept) sul posteriore, che termina con un diffusore-estrattore dell'aria del sotto scocca. Secondo i tecnici, l'efficienza aerodinamica è aumentata addirittura del 31% rispetto al modello precedente e a 120 km/h lo spoiler dietro si attiva aumentando il carico sull'asse posteriore.
Gli pneumatici specifici sono i Pirelli P Zero 235/35 ZR 19 sull'avantreno e 295/30 ZR 19 sul retrotreno, impianto frenante Brembo con dischi opzionali carboceramici. Questa Gallardo LP 560-4 con carrozzeria in alluminio (leggera ma molto rigida) è una 2 posti lunga 4,34 metri, larga 1,90 e alta 1,16. L'abitacolo, nonostante la truttura della carrozzeria è sufficientemente spazioso nonostante l'altezza limitata. La posizione di guida é molto ribassata. Il vano anteriore è di 100 litri, mentre dietro al posto dei sedili è stata posizionata una panchetta per alloggiare piccoli bagagli. Facilmente raggiugibili i comandi nell'ampia consolle centrale. Novità nella gamma colori è il bianco opacizzato, molto elegante
Arrigoni:"Il Pisa non fa regali"Bologna che sogna. E i nomi eccellenti del tifo rossoblù, da Gianni Morandi a Gianfranco Fini e Pierferdinando Casini, assicurano la loro presenza (mentre è «ancora incerto» il sindaco Cofferati). Il Bologna, chiuso tra le mura amiche di Casteldebole, si allena. Un tuffo nel match di Mantova, tanto per sentire ancora qualche brivido lungo la schiena, e poi in campo: clima disteso, battute, sorrisi. Ancora per poco. Per molti giocatori, quella di domenica sarà la partita più importante della carriera.
Lo dice il mister, Daniele Arrigoni: «Bisogna vincere e basta. Dopo un campionato in cui ogni gara sembrava l’ultima, eccoci: il Pisa non ci regalerà niente». Un’altra maledetta domenica? «A Mantova ho fatto vedere ai giocatori uno spezzone di quel film (“Ogni maledetta domenica”, con Al Pacino ndr): è una mia cabala, ha funzionato. Più passavano i minuti e più si vedeva la voglia di arrivare». Terzi e Moras impeccabili, un Bonetto a mille all’ora, mediana di ferro e Fava ancora al gol: ha azzeccato tutte le mosse: «E per questo forse non cambierò formazione contro il Pisa. Mi è piaciuto molto anche Mingazzini, partito dalla panchina: è entrato e si è messo subito a disposizione dei compagni». Il suo contratto è in scadenza: «Se tutto va bene, lunedì sono pronto a riparlarne: in Italia mi pare ci siano solo 5 piazze più importanti di questa. Sono in sede dalle 8 e mezzo del mattino alle 8 di sera: potrei starci altri 5 anni».

Poi il presidente del Bologna si sofferma anche sugli assetti societari. "Credo- osserva- sia una buona notizia che investitori internazionali possano entrare nel nostro paese interessandosi al calcio dove c'e' piu' gente che scappa di quella che vorrebbe entrare. Ci sono anche molte chiacchiere che poi non si confermano. Noi abbiamo interesse a consolidare il nostro club con ulteriori azionisti, ma al momento non abbiamo contatti con chicchessia". Certo, il mondo del calcio ha anche 'due velocita'' a seconda che si giochi nella massima serie o meno. C'e' una "disparita' tra il paracadute per chi va in B e i contributi per chi arriva in A. Noi speriamo che questo sia in qualche modo contestato e anche bocciato. E' un progetto che non e' stato deliberato dalle societa' che potranno essere in serie A e quindi ritengo dovra' essere rivisto. Penso siano state utilizzate modalita' e tempistiche sbagliate. Speriamo che con gli incontri di oggi questa situazione venga cassata e rivisitata".
Poi l'attenzione di Cazzola torna sul calcio giocato e su alcuni uomini rossoblu'. Come Dino Fava: "E' un grande motivo di orgoglio per noi. Gli abbiamo dato fiducia e lui si e' sempre comportato in maniera esemplare. Il fatto che sia riuscito ad ottenere soddisfazioni e' una grande felicita' per voi". Davide Di Gennaro invece lo vuole il Genova. Daniele Arrigoni, il mister rossoblu', "gli ha dato grande fiducia. E' stato sfortunato. Quando ha avuto la possibilita' di giocare ha manifestato le sue qualita'", rileva il presidente rossoblu'. Ora, spiega Cazzola, "faremo il possibile per tenerlo e anche lui avrebbe piacere di continuare con noi. Sappiamo dell'interessamento del Genoa. Parleremo anche noi col Milan".
martedì 27 maggio 2008
IL PROBLEMA MEDUSE
Generalmente rappresentano uno stadio del ciclo vitale che si conclude, dopo la riproduzione sessuale, con la formazione di un polipo.
Le meduse di dimensioni maggiori si ritrovano negli Cnidari Scifozoi, le cosiddette scifomeduse, tra le quali primeggia la Cyanea capillata, diffusa nei climi temperati ed artici, che può raggiungere i 2,5 m di diametro. Lo stadio polipoide è molto spesso ridotto e nella Stygiomedusa e Pelagia noctiluca, specie oloplanctoniche, risulta invece assente.
Nei Cubozoi, la struttura dell''ombrello è di forma cubica con simmetria tetraradiale. Le cubomeduse, diffuse nei mari tropicali, sono di piccole dimensioni, raggiungendo al massimo i 14 cm con la Chironex fleckeri, tuttavia sono molto pericolose e talvolta mortali anche per l'uomo, che le ha così soprannominate "vespe di mare".Lo stadio medusoide si trova invece assente negli Cnidari della classe Anthozoa e in alcune specie di Idrozoi (p.e. l'Hydra), dove in molti altri casi prevale la forma polipoide coloniale e l'idromedusa è di dimensione e vita ridotta.
La forma generica di una medusa è quella di un polipo rovesciato. Può essere immaginata come un sacco leggermente appiattito, dove si riconoscono una zona superiore convessa, l'esombrella, ed una regione inferiore concava, detta subombrella, al cui centro è posta la bocca che si collega alla cavità gastrovascolare mediante una struttura tubulare chiamata manubrium. Dal margine subombrellare si propagano dei tentacoli urticanti a scopo di difesa e di predazione.
Le meduse hanno il corpo composto principalmente da acqua (circa il 98%) infatti, se si prende una medusa e la si lascia su un sasso al sole, dopo un po' di tempo incomincerà a sciogliersi.
Rappresentazione schematica di un' idromedusa: 1.- Ectoderma; 2.- Mesoglea; 3.- Gastroderma; 4.- Cavità gastro-vascolare; 5.- Canale radiale; 6.- Canale circolare; 7.- Tentacolo; 8.- Velo; 9.- Anello nervoso esterno; 10.- Anello nervoso interno; 11.- Gonade; 12.- Manubrio; 13.- Bocca; 14.- Esombrella; 15.- Subombrella.I loro tentacoli ospitano delle particolari cellule, gli cnidociti, che funzionano una volta sola, per cui devono essere rigenerate. Hanno funzioni difensive ma soprattutto offensive (per paralizzare la preda). Esse si attivano quando vengono toccate, grazie a un meccanocettore detto cnidociglio, ed estroflettono dei filamenti urticanti detti cnidae. Le cnidae possono essere di diverso tipo: nematocisti o spirocisti, e sono collegate ad appositi organuli, cnidoblasti che contengono un liquido urticante. Le cnidae, in genere, inoculano una sostanza che uccide la preda per shock anafilattico. Il liquido urticante ha azione neurotossica o emolliente, la cui natura può variare a seconda della specie, ma di solito è costituita da una miscela di tre proteine a effetto sinergico: ipnossina, talassina e congestina. L'ipnossina ha effetto anestetico, quindi paralizzante; la talassina ha un comportamento allergenico che causa una risposta infiammatoria; la congestina paralizza l'apparato circolatorio e respiratorio. Anche se non tutte le meduse sono urticanti, alcune, come le cubomeduse, sono particolarmente pericolose per l'uomo: in taluni casi possono causare anche la morte per shock anafilattico.
La riproduzione delle meduse è di tipo sessuale, cioè tramite formazione di gameti che generalmente vengono emessi nell'ambiente esterno dove si attua la fecondazione.Negli Scifozoi si possono distinguere varie fasi:
la femmina depone le uova nel mare; il maschio libera gli spermatozoi che le fecondano; dallo zigote nasce la planula, una larva che scende e si fissa sul fondale dove poi successivamente assume la forma di un polipo e prende il nome di scifostoma (simile ad una attinia); lo scifostoma si divide in seguito in efire, giovani meduse che diventeranno adulte. Predatori naturali delle meduse sono soprattutto, anche se ormai scarseggiano nel Mediterraneo, i cetacei, i pesci palla e le tartarughe marine; alcuni pesci come i "sugarelli", nei nostri mari, sono immuni al veleno e usano le meduse a mo' di nascondiglio dai possibili pericoli, utilizzandone addirittura la cavità digerente per depositare le proprie uova da cui nasceranno i piccoli.
lunedì 26 maggio 2008
mercoledì 21 maggio 2008
TUTTI A MANTOVA!!!

lunedì 19 maggio 2008
venerdì 16 maggio 2008
Articolo VERAMENTE APPARSO su "L.A. Times"

Allucinante!!!!
"Ripensandoci, non avrei dovuto accendere il fiammifero.
Ma stavo solo cercando di recuperare il criceto".
Ha detto confuso Eric Tomazewsski ai medici dell'ospedale
di Salt Lake City dove era ricoverato per ustioni gravi.
Tomazewski e il suo partner omosessuale Andrew "Kiki" Farnum
sono stati ricoverati d'urgenza dopo che una serata di sesso estremo
è veramente finita male.
"Gli ho infilato un tubo di cartone nel retto e ci ho fatto
scivolare dentro Raggot, il nostro criceto". ha spiegato Tomazewski.
"Di solito Kiki urlava "Armageddon!!" come segnale per farmi capire
che ne aveva avuto abbastanza.
Ho cercato di recuperare Raggot, ma non sono riuscito a farlo uscire,
allora ho sbirciato nel tubo con un fiammifero, pensando che la luce
lo avrebbe attratto".
In una conferenza stampa, un portavoce dell'ospedale
ha raccontato cosa sarebbe accaduto subito dopo:
"il fiammifero ha incendiato una sacca di gas intestinale,
così dal tubo è venuta fuori una fiammata che ha incendiato
i capelli di Mr.Tomazewski ustionandogli gravemente il viso.
Inoltre la fiammata ha incendiato anche il pelo e i baffi
del criceto che, a loro volta hanno incendiato una sacca
ancora più grande di gas che si trovava più su, nell'intestino,
sparando fuori il criceto come una palla di cannone."
Tpmazewski ha subito ustioni di secondo grado e si è rotto
il naso per l'impatto con il povero criceto;
invece Farnum ha subito ustioni di primo e secondo grado
all'ano e all'ultimo tratto dell'intestino".
Commenti: "le nove cose più terribili di questa storia"
9. "...Gli ho infilato un tubo di cartone nel retto..." BRRRRRRR
8. "...allora ho sbirciato nel tubo..." E' come guardare in un telescopio puntato all'inferno. Userei più volentieri un binocolo per fissare il sole.
7. Parliamo del povero criceto che ovviamente soffre di sottostima dopo essere stato sparato dal culo di un tizio come l'uomo proiettile del circo Barnum.
6. Quello si è rotto il naso per l'impatto con un criceto sparato dal culo di qualcuno...
Ma continuo a pensare al criceto che dopo l'allegra gitarella nel tunnel dell'amore di Kiki,
non sia stato fresco come una rosa...
5. Ma la gente va tranquillamente in giro con quelle spaventose sacche di gas esplosivo nel retto?
4. Le persone che fanno queste cose e lo ammettono solo quando stanno al pronto soccorso.
Io penso che piuttosto mi sarei inventato una storiella su un'orda di demoni nomadi, piromani e fanatici del sesso anale che veniva a casa mia e mi sodomizzava con un accendino piuttosto che dire la verita'...
Non mi biasimate, ma non riuscirei mai a guardare il dottore dicendo: "Sai...abbiamo un criceto di nome Raggot e abbiamo preso un tubo di cartone..."
3. Le "Ustioni di primo e di secondo grado nell'ano" non farebbero diventare il bruciore e il prurito delle emorroidi una vera liberazione? Inoltre l'odore di un culo che brucia deve essere uno dei cinque odori piu' orribili che madre natura abbia mai prodotto.
2. Il soprannome Kiki e' certamente una parola Polinesiana che sta per:
"Uomo bianco idiota che si infila criceti su per il culo"
1. Quale terribile ospedale farebbe una conferenza stampa su tutto cio'?"
Direi...
a voi i commenti...
giovedì 15 maggio 2008

LA SQUADRA DEGLI ONESTI.........
MILANO, 15 maggio 2008 - Un’inchiesta della Procura milanese coinvolge di nuovo l’Inter. Alcuni tesserati del club compaiono nei verbali di un’indagine su traffico di droga e prostituzione eseguita attraverso intercettazioni telefoniche. Il pregiudicato indagato sarebbe Mimmo Brescia, conosciuto come un sostenitore nerazzurro. In tale veste avrebbe appunto avuto scambi di chiamate con Mancini, Mihajlovic e alcuni giocatori di oggi e di ieri, nel corso delle quali però non sarebbero stati presi accordi perseguibili penalmente. Quindi né i due tecnici né i giocatori risultano iscritti nel registro degli indagati. Escluse anche conseguenze di carattere sportivo anche se da fonte di agenzia si è appreso che dei tesserati nerazzurri sarebbero indagati dai carabinieri di Trento nell’ambito di un’inchiesta sulle scommesse effettuate nella stagione scorsa, conclusasi con lo scudetto dell’Inter.
TANTO DA CHIARIRE - Le due vicende secondo la fonte giornalistica si intersecano ed è evidente che in queste ore sono attesi importanti chiarimenti perché al momento la questione ha tutta l’aria di una enorme bolla di sapone. C’è confusione persino sul nome dell’indagato perché le indiscrezioni raccolte in procura dicono di un Mimmo (diminutivo probabilmente di Domenico), tifoso dell’Inter mentre l’agenzia parla di un Donato Brescia, di professione procuratore sportivo e non accenna a precedenti penali. In base alle confidenze raccolte da questa fonte giornalistica, indagando su un traffico di droga i carabinieri di Trento si sarebbero imbattuti anche nella pista delle scommesse.
AUTO E OROLOGI - Per la parte milanese della vicenda, invece, questo Brescia avrebbe parlato con gli interisti di cose futili o sportive, combinando poi affari relativi ad auto di lusso, orologi che lui si sarebbe incaricato di procurare a prezzi scontati. Insomma esclusione assoluta di comportamenti illeciti da parte di Mancini, Mihajlovic e degli altri che si sono trovati in mezzo alle intercettazioni solo in quanto idoli del Brescia, del quale ovviamente ignorano i precedenti penali. Vediamo oggi come reagirà la società: certo che proprio alla vigilia della partita scudetto saltano fuori queste nuvole...
TRATTO DAL SITO DELLA GAZZETTA
martedì 13 maggio 2008

"Manca ancora tanto. Può succedere ancora di tutto".
"Mi prendo le mie responsabilità, mi sento colpevole anch'io di quello che è successo in campo. Non è che abbiamo perso: non abbiamo nemmeno giocato.Abbiamo perso un bel treno, questo mi sembra chiaro. Ancora una volta il Bologna è andato in blackout, e sinceramente non so a cosa sia dovuto. Un conto è perdere, un conto è non giocare proprio.Non ci riesco, non ci riesco proprio a capire quello che è successo: sono davvero molto deluso, ma non ho la bacchetta magica. Non sembravamo neanche una squadra, questa è la verità. Appena prendiamo gol ci sembra ci sia un abisso da recuperare, è una cosa inspiegabile eppure anche oggi a Grosseto è andata esattamente così. Cercherò di mettere insieme i pezzi di questa squadra. Ho un rammarico: le ammonizioni. Mi ero preoccupato di non prenderle, invece affronteremo la prossima partita senza Castellini e Mingazzini. Voglio parlare con la squadra, voglio cercare di capire. E comunque alla meno peggio faremo i play-off, quelli non ce li toglie nessuno, vero?".
e ci credo anche io.........FORZA BOLOGNA!!!!!!!!!!!!!
mercoledì 7 maggio 2008
IRON MAN








