mercoledì 18 giugno 2008


BOSTON, 18 giugno 2008 - Non poteva essere che lui l’Mvp delle finali Nba 2008. Al destino non si comanda. Paul Pierce, il giocatore che per 10 stagioni aveva dovuto convivere con gli alti e bassi di una franchigia tornata nell’anonimato dopo aver fatto innamorare per anni tifosi di tutto il mondo. Pierce il capitano che un anno fa, dopo l’ennesimo campionato deludente, sembrava pronto a fare le valigie. Invece nella off season cambia tutto. Da Seattle arriva Ray Allen e da Minnesota il grande colpo: Kevin Garnett. I Celtics tornano grandi e Pierce torna di buon umore. Lo si capisce dai sorrisi che dispensa a tutti a Roma a ottobre quando la squadra si ritrova per la preseason. “Non sono mai stato così ansioso di iniziare – aveva detto allora il capitano – questa sarà una stagione speciale”.
L'INFORTUNIO - Una stagione speciale chiusa con un finale da copione hollywoodiano per Paul Pierce. Il successo in finale sui rivali storici, i Lakers, e la conquista del premio di Mvp. E pensare che nel terzo quarto di gara-1 tutti i sogni dei tifosi dei Celtics e dello stesso Pierce sembravano sul punto di evaporare. L’infortunio al ginocchio, la corsa negli spogliatoi con il pessimismo generale del Garden. Poi il grande ritorno, il successo nel primo match della serie griffato proprio da Pierce e l’accusa da parte dei media di Los Angeles di aver scambiato il parquet per un palcoscenico. Attore protagonista della serie, Paul Pierce ha però zittito tutti i suoi critici con una serie di performance straordinarie contro i Lakers. L’eccellente difesa su Kobe Bryant in gara-4, i 38 punti in gara-5, i 10 assist nel match di martedì. Un premio meritatissimo al di là delle ottime statistiche (22 punti, 6.3 assist, 4.5 rimbalzi) nella serie. “Paul non faceva che ringraziarmi a fine partita – dice al termine Doc Rivers – sono io però che devo ringraziare lui per quello che ha fatto in questi anni. Anche nei momenti pi difficili Paul si e’ sempre comportato in maniera esemplare, sono contentissimo per lui”.
RIPOSO - Pierce fa fatica a parlare. La commozione, mista alla stanchezza lo costringono a lunghe pause. Ma il momento di riposare arriverà. “Per adesso voglio solo pensare a festeggiare – dice l’Mvp delle finali Nba – ho fatto tanti sacrifici in questi anni ma questo titolo mi ripaga con gli interessi di tutto. Adesso so di essere parte della glorioso storia dei Celtics. E’ una sensazione stupenda”. Le troppe annate mediocri sembrano lontane anni luci per Paul Pierce. I Celtics sono tornati sul tetto della Nba. Merito della leadership di Doc Rivers, delle mosse sul mercato di Danny Ainge, dell’arrivo a Boston di Kevin Garnett e Ray Allen, ma soprattutto della caparbietà del capitano, l’Mvp delle finali Nba 2008, Paul Pierce.
SOLO PER TE DIOGO!!!!!

1 commento:

Diogo ha detto...

Questo si che è un campione!
Poche storie!