
Bologna, 17 settembre 2008 - Un centinaio di immobili tra Bologna, San Lazzaro di Savena, Casalecchio di Reno ed Ozzano dell'Emilia; due persone insospettabili, madre e figlia, l'una imprenditrice, l'altra medico, entrambe residenti nel capoluogo felsineo, una evasione superiore ai 700mila euro per introiti da canoni di locazione occultati al fisco, dal 2003 al 2007: è quanto gli uomini delle Fiamme Gialle di Bologna hanno scoperto dopo 5 mesi di indagini. Le due donne sono risultate proprietarie di interi palazzi, suddivisi in decine di unità immobiliari, e di un albergo in via Massarenti, nella immediate adiacenze del centro storico.La prima, di anni 72, ha costruito il proprio patrimonio immobiliare con i proventi di una società di coltivazione cereali e tramite cospicui lasciti ereditari di famiglia, mentre la seconda, 49enne, grazie alle donazioni e alla eredità provenienti dalla madre e dal padre defunto. Nel corso degli anni, il patrimonio gestito abitualmente dalla madre è poi aumentato grazie a indovinati investimenti immobiliari effettuati con le rendite provenienti da numerose locazioni e dai proventi originati dalle entrate professionali della figlia. L'evasione è stata portata alla luce grazie a numerosi questionari, che il nucleo di Polizia tributaria di Bologna ha notificato, a mezzo raccomandata, ad altrettanti studenti, la cui residenza e nucleo familiare d'origine risultano fuori provincia, ma che hanno comunicato il domicilio al fine di poter usufruire delle prestazioni del medico di base ai sensi della convenzione stipulata tra l'Università di Bologna e l'Azienda unità sanitaria locale. In particolare, partendo da uno di questi, notificato a una studentessa che divideva l'immobile con altre tre ragazze, i militari hanno potuto riscontrare come nella dichiarazione delle proprietarie fosse indicato un importo ben inferiore a quello effettivamente percepito: da qui l'attività di indagine. Il successivo esame della posizione reddituale delle due donne ha consentito di svelare numerose e ripetute irregolarità. Ad esempio avevano locato un immobile a una società, percependo un canone pari ad 30mila euro e dichiarandone soltanto 900. Oppure ancora avevano affittato un immobile d una famiglia di cittadini extracomunitari, per un importo pari a 10mila euro dichiarandone anche in questo caso solamente 900. Tra l'altro, pur avendo effettuato la registrazione degli innumerevoli contratti stipulati, le donne hanno tuttavia omesso spesso di provvedere alla liquidazione dell'imposta di registro annuale o alla liquidazione dell'imposta prevista in caso di risoluzione anticipata del contratto.
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2 commenti:
qui non pensa nessuno...
non ce ne frega un cazzo
non ce ne frega un cazzo
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